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stories of trips around china
nespolandia
Categories: places, scorci

un week end ho preso la bici e sono andata a nespolandia. anzi, siccome in cina succedono cose strane, ho messo la bici nel vano di una porsche e a nespolandia mi ci hanno portato..

西山,太湖 西山,太湖

 tutto iniziò con il mitico prof Cao, che è un vero simpaticone e un patito di foto e bici. ogni tanto organizza qualche gita nel weekend, a pedalare un po’, ed era qualche settimana che non ce ne andavamo in giro. pensavo fosse come sempre, un giro con qualche studente e giovine professore a cercare un po’ di campagna, invece stavolta il programma era serio. siamo partiti il pomeriggio alla volta di suzhou 苏州, per andarenell’isola di xishan 西山, che è l’isola più grande tra le decine che ci sono nel lago dai 太湖, a trascorrere la notte sulla riva del lago e pedalare la mattina.

 

è un posto di contadini, con una larga strada nel mezzo tra campi e villaggi di case basse e piccole, che ad un certo punto si divide e una parte sale per la collina. è pieno zeppo di orchidee e loti, ovviamente. e il lago è proprio bello, dall’alba al tramonto, è pieno zeppo di storie in giro e pare sia una meta d’eccellenza (a dispetto della lonely). ci veniva pure il re con le concubine, duemila e cinquecento anni fa…

西山,太湖

 siamo arrivati che era già sera e ora di cena superata, ci aspettava il resto della banda (un’altra decina di persone) sedute a tavola ad aspettarci, e cosi siamo stati accolti da una cena luculliana con delizie di lago (tra cui eccellevano le lumache e il pesce al peperoncino, tanto per cambiare) e condita di 白酒, il "vino bianco" cinese che in realtà ha i 40 gradi della grappa, e viene usato per pasteggiare. ho aperto una bottiglia, di solito il bai jiu ha un rivestimento di terracotta o simili, con un tappo che poteva essere aperto solo con una chiave che stava in una scatolina dentro la scatola della bottiglia. geniale. (il tappo e la chiave sono stati ovviamente conservati e ora se la viaggiano nella scatola dei gadget di ritorno sulla transiberiana)

erano più o meno le dieci quando ci siamo alzati da tavola per passare alle sigarette e i cicchetti. la banda un po’ strana, una quindicina di professori della scuola, alcuni con i familiari, tra di loro il dean della facoltà, due studenti e io. scaccio il pensiero di dare volto italiano a quelle cariche e immaginarmi come sarebbe la domenica nel piacentino con certi personaggi, ma devo dire che la serata è stata davvero gradevole.

西山 

mi sono chiesta come l’avremmo trascorsa, visto che il dopocena cinese tende un po’ a stupire per scarsità di attività. e invece s’erano portati il proiettore, cosi per un po’ ci siamo guardati delle foto spettacolari di un viaggio nel gansu del prof. Cao, una delle provinc emagiche a cui aspirare.

poi ce ne siamo andati nelle stanze perchè chiudevano l’acqua calda, e dopo una mezz’ora eravamo nei salottini al primo piano, variamente divisi in gruppetti, chi  leggere, chi a scrivere, chi a giocare a carte e majong, a mangiare noccioline e cantare il karaoke.
finalmente una vera serata di enterteinement chinao! del majong vi ho già scritto. il karaoke è un dvd che si mette nel player con un libro allegato con tutta la lista delle canzoni, tipo cinquemila canzoni, una cinquantina delle quali inglesi. oscenità anni ottanta e qualcosa dei beatles che credo di non avere mai sentito, cosi gli ho detto che mi andava bene cantare in cinese :)

è buffo perchè c’è tutta una cultura musicale che proviene dal sud, e un sacco di canzoni che loro cantano abitualmente e TUTTI conoscono sono cantate in guangdonghua 广东话 cantonese. me ne sono accorta perchè alla quinta che proprio non capivo niente, gli ho proprio chiesto "你什么话正在说?"

sta di fatto che karaoke e majong sono andati avanti almeno fino alle due quando io ho mollato sfinita dai troppi caratteri ascoltati e pronunciati quella sera.

 

西山,太湖

la mattina dopo ci siamo svegliati alle sette per andare a pedalare proprio intorno all’isola, saranno una sessantina di chilometri, più o meno tutti piatti.

西山

西山 

alle sei perchè, ed è stata una conferma, cascasse il mondo ma i cinesi alle unidici e mezza pretendono di sedere a pranzo. qualunque cosa accada.
ci siamo riusciti a dieci a mezzogiorno e qualcuno era già troppo affamato…
il succo è: pranzo luculliano, con (finalmente!) i granchi! che si mangiano interi, si aprono a metà dalla pancia e li si gusta con una salsina di soia e aglio a pezzetti. ci vuole un quarto d’ora ma ne valela pena, anche per il secondo.

西山,太湖

 

cmq la scusa è tutta quella di mangiare. ci si arriva passando dalla bicicletta, che è il prezzo della gita fuori porta in mezzo alla natura in cui, anche in Cina, tutto è più buono.

una parte del gruppo non era venuto in bici, e aveva fatto passeggiando tutta la strada dell’isola dalla parte dei villaggi per trovare il miglior ristorante e il miglior mercato. in pratica dalla parte della collina villaggi campi e mercati di strada, dal lato della costa alcuni abitati con dell’accoglienza. in mezzo, verdure e spaventapasseri fatti di stoffe colorate, costruzioni dallo stile improbabile e distese di piante acquatiche a vista d’occhio. il frutto di stagione che vinceva sui banchetti era il mandarino, e tutto intorno, per tutta la strada, piante di nespolo. interi prati pieni di nespolo, lungo le rive, dietro le case.

 西山 西山 西山 西山

西山 西山 西山 西山西山

 

c’è una sorta di parco cinese con tegole mura ponticelli e piccole pagode, proprio davanti ad un’ansa del lago dove, cosi ad occhio, ci casca il tramonto. nespoli ovunque, nespoli giganteschi, fino al terzo piano, con foglie dure quasi da usare comecontenitore. io ovviamente che amo il nespolo (e mi mancano i miei) ero al settimo cielo e rompevo le palle a tutti sulla magica pianta. chi vive in città in cina non sa niente di campagna, di erbe, di piante, e tutto per loro è lontanissimo. ho carpito che fanno dei frutti e che sono ovviamente delle nespole, ma non ne vanno entusiasti. li caramellano (volevo piangere :) ). ho scoperto anche che si chiama pípá 枇杷, e che cresce verso sud, al nord non se ne parla.

sono andata in giro un po’ lasciandoli al terzo giro di noccioline per fare qualche foto e cercare la pípá più alta. ci siamo ribeccati al mercato, mentre compravamo frutti strani, bacche gialle e questi cornini colorati dal sapore di cetriolo dolciastro.

西山,太湖

io ho trovato una vecchina che vendeva qualcosa ce sembrava proprio miele. cosi ci ho provato, e ho scoperto che era proprio miele di nespolo (che non ricordo di aver mai visto prima) e anche che fa bene per le vie respiratorie d’inverno.

ho pensato la solita frase "hai già diecimilioni di chili da portare" e ne ho preso un barattolo di vetro da un chilo. no comment, cmq è buonissimo, leggermente balsamico, e come tutto il miele cinese, liquido che lo si può bere.

quasi in tempo per rimettere tutto incastrato in macchina e ripartire verso casa.

 

 

 

(il titolo di questo post è un omaggio al mio amico guido :*)

 

  

  西山

 

 

 

 

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